26 gennaio 2017

FRAME JAMMING: PAESAGGI VISIVI DELL’INDICIBILE / 1


Con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, stiamo lavorando sulla comunicazione del terremoto che colpisce il Centro Italia dal 2016 a oggi.

In particolare, partendo dall’afasia piena di parole e di immagini del dopo disastro, ci siamo chiesti: cosa si può dire attraverso l’arte che non si può dire altrimenti?

Naturalmente non sappiamo rispondere e per questo chiediamo a tutti gli artisti bolognesi e a quelli di passaggio a Bologna durante Arte Fiera, di dire la loro: cosa si può dire attraverso l’arte che non si può dire altrimenti?

Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere. E’ una frase talmente nota che potrebbe essere sul foglietto di un fortune cookie. Invece è la settima proposizione del Tractatus Logico – Philosophicus, l’ultima, che per farla breve doveva definire, tracciare un limite tra le parole e le cose. Tra il linguaggio del mondo e il sentimento del mondo. Certo la frase si presta intuitivamente a un banale se non sai le cose, sta’ zitto. Ma naturalmente non è quello che intendeva Wittgenstein che sapeva bene che è proprio di ciò di cui non si può parlare che si sente l’urgenza di parlare.

Ed è appunto da questa urgenza che siamo partiti, e non avere risposte ci sembrava come rimanere nei limiti di un orizzonte, di una pausa dove tutto si trattiene e si trasforma in possibilità. Una volta spento il rumore del già detto, del già sentito, esercitandoci su cos’è che non sappiamo ancora o non sappiamo più dell’arte.

E ora due parole sul video. Il lavoro si sviluppa attraverso tre laboratori. Il primo con gli studenti del biennio di pittura arti visive, il secondo con gli studenti del biennio di fashion design e il terzo con gli studenti del biennio di fotografia.
Per questo primo video di circa 4 minuti, realizzato come un frame jamming in forma di appunti con gli studenti di pittura arti visive, siamo partiti dal Secret Painting di Mel Ramsden del 1967. L’opera è visibile solo all’artista, dice Ramsden, e probabilmente è anche quello che penseranno molti visitatori in questi giorni di Arte Fiera, che evento dopo evento, avranno spesso la curiosa impressione di seguire tracce di immaginazioni introverse, opere come esercizi di sopravvivenza.
Il che naturalmente può suonare come una specie di vanishing point in tono da ecclesiaste, se non fosse appunto che ci si può sempre domandare: cosa si può dire attraverso l’arte che non si può dire altrimenti?

Il video è diffuso online sul sito del Corriere di Bologna nei giorni di Arte Fiera e proiettato in nel corso degli eventi della Notte Bianca in Accademia.