sabato 13 settembre 2014

Breathless (Kiekje)



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mercoledì 18 giugno 2014

Saisons et Enfer





Un soir, j'ai assis la Beauté sur mes genoux. − Et je l'ai trouvée amère. − Et je l'ai injuriée.

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martedì 17 giugno 2014

Zen



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mercoledì 11 giugno 2014

Una nuova recensione

Filippo Porcelli, oltre all’attività di docente universitario e all’Accademia di belle arti, è un regista e autore tv (Blob), consulente ed esperto dell’archivio Rai. Non è difficile scorgere nel suo libro il frutto di una dimestichezza rara con le immagini, con milioni di pezzi di storia che una volta assemblati, collegati e catalogati non generano il caos ma “un ordine da decifrare” (Il libro dei contrari – cit.) Questo brevissimo intenso romanzo in un’ora ci convince per la sua rotondità, nel senso che assomma e riassume tutto ciò che in noi c’è di veramente umano con un linguaggio tumultuoso e sfrenato, che cattura dal primo rigo e che secondo me può rivolgersi solo ai poeti benché noi lettori solitamente non siamo che gente semplice. Porcelli in 70 pagine racconta una storia in cui tutto quel che accade accade soltanto nella testa del protagonista. E’ lui il racconto, è lui la trama che si sviluppa coinvolgendo comparse accidentali che pure hanno una vita a volte anche molto movimentata e perfino qualche gloria. Chi legge non ha occhi che per lui, l’io narrante sull’orlo di una crisi di nervi o meglio in preda ad una crisi d’identità che pare abbia anche origine da un abbandono. Roma è un immenso tendone circense in cui il protagonista passa le giornate come in un sogno,  in mezzo alle coloratissime, vanitose, volgari e generose comparse di cui sopra, ognuna con la sua esibizione da offrire; il protagonista se ne serve per farsi conoscere da noi, per suonarci il suo preludio alla crisi, al senso di vuoto. Il nostro eroe iper-contemporaneo, ormai schiacciato anche fisicamente, viene raccolto e nuovamente accolto da Edita, colei che confeziona  vacuum cleaner per i clienti dell’azienda in cui lavora. Chi è Edita? La donna amata? Il protagonista stesso? E’ la memoria cosmica, una sorta di Blob. Edita assembla immagini, spezzoni e collages di immagini. E i vacuum cleaners sono un “repertorio di ideali, fantasmi, segni e relazioni…., una sorta di sintomo onirico. L’incarnazione di tempi migliori in cui sia possibile e bello avere una vita da vivere.” Splendida performance letteraria, ottima copertina.
Mila Mercadante su http://nienteslogan.altervista.org/filippo-porcelli-vacuum-cleaner/

giovedì 5 giugno 2014

Pas de Deux



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