Immagini per la città che si immagina

C’é una Bologna che non c’é eppure c’è. Nel senso che c’é una Bologna che non c’é più e una Bologna che non c’é ancora.
C’é una Bologna che si ricorda com’era (e che forse non c’é stata mai) e c'è una Bologna che si immagina come sarà.
In tutti e due (o tre) i casi, la Bologna che non c'è spesso é la Bologna di cui si parla di più e più appassionatamente.
La Bologna del passato e la Bologna del futuro.
Quella che si rimpiange e quella che fa paura. Quella che si perdona e quella che si rimprovera. Quella che “una volta” e quella che “una volta, quando?”.
Ora, in questa mia raccolta di figurine, le due Torri diventano i mulini di Don Chisciotte, o scoprono un tram chiamato… desiderio, o si lanciano nello spazio e finiscono nell’occhio della luna di Meliès.
Il che, insomma, non é che un’idea per parlare tra di noi della Bologna che non c’è. In questi giorni di Arte e di Fiera.