10.25


"10.25" film per il 30esimo anniversario del 2 agosto 1980

2 agosto 1980. Una data che significa ancora molto per Bologna e ormai troppo poco per i bolognesi che probabilmente avrebbero una certa difficoltà a riconoscersi anche nei bolognesi dell'anno scorso. E d'altra parte la memoria procede per vuoti. Quando poi è collettiva rischia di diventare neutra perdendo per strada chi ricorda. Così che, se il ricordo non viene elaborato, attualizzato e non diventa progetto, anche del 2 agosto 1980, come di ogni passato, restano (resteranno) solo macerie incomprensibili, fotogrammi, monumenti e istruzioni ad uso delle giovani generazioni.
"Per non dimenticare" si dice, come se si fosse già posteri di se stessi, posteri scaramantici e celebravi, e lo si leggesse su un libro di scuola di quel 2 agosto di 30 anni fa che ormai sembra davvero solo un tempo rubato a chi ci vive in questo tempo. E certo non basta occuparsene un giorno all'anno, quando occorre piuttosto un lavoro permanente di formazione e di consapevolezza, di appartenenza e di condivisione. Prima di tutto spegnendo il rumore del già detto, del già sentito, tanto più che 30 anni non sono più cronaca e non sono ancora storia, e provando a domandarsi per esempio... Chi ricorda cosa? Cosa vuol dire ricordare il 2 agosto? Cosa ricordiamo/sappiamo di noi attraverso il 2 agosto? Attraverso questa cicatrice ancora aperta rimasta a segnare definitivamente una frattura immaginale della città e che perciò riguarda tutti.
"Chi ricorda cosa?" è appunto la domanda che attraversa il film "10.25″, interamente realizzato con materiali di repertorio, a cui ho lavorato quest'anno con i miei studenti di Scienze della Formazione e di Scienze della Comunicazione (quasi tutti appena ventenni) nel corso dei laboratori interfacoltà NowHere, condividendo emozioni, idee e suggestioni anche su facebook, dove abbiamo dato vita a un gruppo aperto a tutti per testimoniare una partecipazione e un contributo perché appunto la città si riappropri progettualmente di quanto appartiene alla sua memoria cromosomica, la memoria cioè dove si incrociano identità, trasformazioni e un'epica fatta di rapporti e di vissuto. Anche perché avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare. E si deve aspettare che ritornino. Perché i ricordi di per se stessi non sono granché finché non diventano in noi sangue, sguardo e gesto. E una città può passare attraverso catastrofi e medioevi, vedere cambiare le sue case, le sue strade, la sua gente. Ma alla fine, sotto forme diverse, deve ritrovare la sua vocazione propria, profonda, interiore. Il suo carattere e il suo progetto, il suo immaginario e il suo presente.

Da ormai più di 5 anni, il progetto NowHere coinvolge studenti universitari, giovani e cittadini in un'attività laboratoriale per la realizzazione di un film e di un percorso di comunicazione sul 2 agosto 1980, ottenendo importanti risultati e riconoscimenti.
Per il 30esimo anniversario, abbiamo scelto di non inserire il film nelle celebrazioni istituzionali. Questo per restituire alla città il senso stesso di un progetto che parte dall'Università e ha come scopo elaborare nuovi percorsi di lettura del presente.

Il film sarà proiettato il 29 luglio in Piazza Maggiore a Bologna e avrà una diffusione sul web attraverso i siti del Comune, dell'Università e di Repubblica di Bologna.